Renato Foresti ha lasciato qualche centinaio di disegni di cui si riporta un’ampia selezione.

I disegni parlano da sé nella loro immediatezza. La capacità di Renato Foresti di “vedere” il soggetto sulla carta ancora bianca gli permetteva di coglierlo con poche linee leggere o, al contrario, utilizzando una sua personalissima tecnica di chiaroscuro, gli permetteva di tracciare con la penna stilografica quelli che inizialmente sembravano scarabocchi ma che poi si trasformavano in disegni finiti di grande rilievo.

Occorre sottolineare che i disegni nascevano spesso da ispirazioni estemporanee che in qualche modo “sentiva” di dover fissare sulla carta. Così alcuni disegni colgono scene al caffè, al tavolo da gioco, in treno, al concerto… Da segnalare la serie, qui riportata in parte, dei ritratti presi durante una riunione di lavoro con i suoi collaboratori e le immagini di persone sconosciute alle quali non è più possibile associare il nome. Va da sé che queste immagini venivano spesso fissate non su fogli da disegno ma sul primo pezzo di carta che trovava a disposizione, in genere fogli bianchi dei block notes.

Nelle didascalie si specifica che l’immagine è:

(a) foto di Paolo Giusti, Firenze

(b) foto di Schumacher, Vienna

(s) disegno scannerizzato